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MALATTIE INFETTIVE

MALATTIE INFETTIVE

LE MALATTIE ESANTEMATICHE

Le malattie esantematiche si manifestano con la comparsa di un esantema, da cui il nome, ossia un’eruzione cutanea in forma variabile, associato a sintomi di carattere generale, il più delle volte febbrili. Tali eruzioni possono essere puntiformi e papulose e si manifestano prima in sedi specifiche e poi si diffondono su tutto il corpo. La comparsa dell’esantema indica, tuttavia, la fine della fase dell’incubazione di queste malattie, molto contagiose, e in certi casi anche la fine della fase infettiva.

Rientrano in questa categoria alcune patologia quali:

  • l’Esantema Critico o Sesta Malattia;
  • la Scarlattina abortiva o Quarta Malattia;
  • la Malattia mano-piede-bocca;
  • il Megaloeritema o Quinta Malattia;
  • la Mononucleosi infettiva;
  • il Morbillo;
  • la Rosolia;
  • la Scarlattina;
  • la Varicella;
  • la Parotite;
  • la Pertosse.

L’Esantema Critico o Sesta Malattia si manifesta con un esantema simile al Morbillo o alla Rosolia che interessa il torace, il collo e gli arti e che insorge dopo 3 o 4 giorni di febbre elevata. Tale malattia, dovuta ad un virus, colpisce quasi esclusivamente i bambini tra le 6 settimane e i 3 anni. Inizia con un brusco innalzamento della temperatura corporea, tra i 39° e 40°, e l’esantema, costituito da elementi puntiformi o chiazze di color rosa, compare nel momento in cui si ha la crisi di febbre. Le eruzioni cutanee hanno breve durata, scompaiono infatti  in un paio di giorni, senza nessuna conseguenza per la pelle del bambino. La terapia si basa sul riposo al letto e sulla somministrazione di farmaci antipiretici.

La Scarlattina abortiva o Quarta Malattia è una forma infettiva dovuta probabilmente ad un streptococco. E’ caratterizzata da febbre ed esantema simile a quello della scarlattina, di cui rappresenterebbe secondo alcuni una forma attenuata. Colpisce in prevalenza bambini, ma può colpire anche gli adulti. La sintomatologia tipica della malattia, che dura pochi giorni e guarisce spontaneamente, inizia solitamente ad una settimana dal contagio e comporta uno stato di malessere generale, accompagnato da febbre non elevata, e arrossamento della gola, sulla quale certe volte si vengono a formare delle placche e, in certi casi, da vomito e diarrea. Dopo compare un lieve esantema, caratterizzato da piccolissimi puntini rossi in rilievo e molto vicini tra di loro, che partono dal volto per poi estendersi al tronco e agli arti. La terapia è antibiotica, associata ad antipiretici in caso di febbre. Generalmente non comporta conseguenze, neanche se contratta in gravidanza, ma in rari casi può provocare delle complicazioni a livello renale. Per tale motivo, è consigliabile a due settimane dalla guarigione effettuare un esame delle urine.

La Malattia mano-piede-bocca è conosciuta anche con l’acronimo HFMD ed è una infezione virale che colpisce soprattutto i bambini. Si manifesta con arrossamenti della mucosa della bocca, della lingua e della cute del dorso di mani e piedi, che evolvono in ulcerazioni dolorose in bocca e sulla lingua e piccole vescicole a sugli arti. La sintomatologia tipica della malattia comporta febbre, mal di testa e malessere generale. Il decorso è di circa una settimana. La terapia consiste in riposo e somministrazione di antipiretici.

Nel  Megaloeritema o Quinta Malattia, l’esantema compare in tre stadi: nel primo le guance diventano rosse; nel secondo interessa il tronco e sul lato esterno degli arti e sulle natiche; nel terzo si ha uno schiarimento irregolare con la formazione di un esantema a forma di reticolo che può persistere fino a 20/40 giorni dopo la sua prima comparsa e ripresentarsi dopo uno sfregamento, un bagno o esercizio fisico. Essendo il virus che provoca la malattia poco contagioso, solo raramente, e per lo più in primavera, si verificano piccole epidemie nella popolazione scolastica. L’esantema si manifesta prima al volto e agli arti, per poi diffondersi al tronco; è caratterizzato da grandi maculo-papule, poco rilevanti e confluenti, dapprima di colore rosso e in seguito bluastre, che scompaiono nell’arco di una settimana. La sintomatologia comprende inoltre una leggera febbre. Il periodo di incubazione della malattia è di una o due settimane e l’evoluzione è del tutto benigna. La terapia prevede antipiretici i caso di febbre elevata e l’utilizzo di talco mentolato sulle zone interessate dall’esantema per attenuare il prurito.

La Mononucleosi infettiva è caratterizzata da un esantema simile a quello della Rosolia e del Morbillo. E’ molto contagiosa, acuta, caratterizzata da febbre, angina (patina biancastra sulle tonsille), linfadenopatia e aumento del volume della milza. Di per sé la mononucleosi consiste in un aumento abnorme del numero di cellule mononucleate, monociti e linfociti, nel sangue. E’ causata da un virus appartenente al gruppo degli Herpesvirus, scarsamente diffuso, che si presenta in poco frequenti epidemie familiari e scolastiche. Si trasmette con la saliva ed, essendo necessari contatti prolungati, è chiamata anche “malattia del bacio”. La sua maggior diffusione si ha tra i bambini oltre i 3 anni, nell’adolescenza e nell’età adulta. Dopo un periodo di incubazione di 1-3 settimane, la malattia si manifesta con febbricola, mal di testa e senso di stanchezza seguiti da febbre elevata, dolori muscolari, malessere, cefalea, tumefazione delle linfoghiandole del collo, raramente di quelle sotto le ascelle e nell’inguine, infiammazione delle tonsille e della faringe, con la comparsa nel cavo orale di piccole ulcere che rendono dolorosa la deglutizione. Possono risentirne anche fegato e milza, con un conseguente aumento delle transaminasi e della bilirubinemia e la comparsa di un lieve ittero alla sclera. La sintomatologia è attenuata nei bambini che, spesso, mostrano scarsi segni clinici. Il decorso della malattia è solitamente benigno e non dura più di 10 giorni.

Il morbillo è una malattia altamente contagiosa,causata da un virus,che si trasmette con le goccioline di saliva emesse con starnuti,tosse o anche parlando a distanza ravvicinata. Dopo un periodo di incubazione,che dura in media 10 giorni, si manifestano febbre alta,tosse,arrossamento degli occhi e comparsa di macchioline rosa/rosso vivo sulla pelle che si diffondono per tutto il corpo. La febbre dura circa una settimana, la presenza di macchioline 3-5 giorni, segue quindi una fase di convalescenza. Il morbillo è considerato da tanti come una malattia non pericolosa. In realtà alcune complicanze possono determinare conseguenze permanenti,come danni cerebrali o ritardo mentale o anche condurre alla morte. Ad Esempio, l’encefalite (un’infiammazione del cervello),colpisce circa 1 bambino su 1.000 malati di morbillo, e la polmonite colpisce circa il 6%dei bambini che hanno il morbillo. Solitamente le conseguenze sono più gravi quando la malattia colpisce i bambini molto piccoli o gli adulti.

 

La rosolia è una malattia molto contagiosa,causata da un virus che si trasmette, come il morbillo, con le goccioline di saliva emesse con la tosse, con gli starnuti o parlando a distanza ravvicinata. Dopo un periodo medio di incubazione di 16-18 giorni, la rosolia si manifesta con febbre, mal di testa,dolori articolari,raffreddore e gonfiore dietro le orecchie e sulla nuca; sul viso e sul collo compaiono delle macchioline di colore roseo o rosso pallido, meno numerose del morbillo,che si estendono al resto del corpo e scompaiono in 2-3 giorni. Molto spesso,però, la rosolia non si manifesta con questi segni clinici evidenti e che le infezioni possono passare inosservate. Questo è molto pericoloso soprattutto se l’infezione è contratta durante la gravidanza. Il virus della rosolia,infatti,passa attraverso la placenta e infetta il feto con gravi conseguenze: l’85% delle infezioni acquisite nel primo trimestre della gravidanza possono causare interruzione spontanea di gravidanza o gravissimi danni al bambino, quali sordità, ritardo mentale, malformazioni cardiache ecc..

La Scarlattina si manifesta con un eritema che esordisce nelle pieghe cutanee (ascelle, collo e inguine) per poi diffondersi a tutto il corpo. Il volto appare rosso con una zona pallida intono alla bocca, la pelle come la classica pelle d’oca e la lingua ricoperta da una patina biancastra. Colpisce prevalentemente i bambini tra i 3 e i 7 anni, soprattutto in autunno e in inverno, e il contagio avviene per via aerea. Dai 2 ai 5 giorni è il periodo di incubazione, dopodiché compaiono febbre, vomito, mal di testa e angina. L’esantema compare sotto forma di minuti elementi a capocchia di spillo, fittissimi e di colore rosso scarlatto, interessando per prima il bacino, poi il tronco, le estremità degli arti e poi il volto, fatta eccezione della zona intorno alla bocca e il mento. La malattia dura circa 3 settimane non comporta solitamente complicazioni.

La varicella è una malattia molto contagiosa causata da un virus che si diffonde con estrema rapidità soprattutto nella popolazione pediatrica. La fascia di età più colpita è quella tra 1 e 4 anni e nel nostro paese si verificano epidemie annuali,con incidenza massima in primavera. I primi sintomi consistono in mal di testa,malessere generale,febbre e perdita di appetito. In seguito vi è la comparsa,prima sul viso e poi sul corpo,di numerose vescicole pruriginose molto fastidiose che dopo circa una settimana si rompono e cicatrizzano.

In età pediatrica, la varicella è una malattia relativamente benigna. La gravità della malattia aumenta con l’età, e negli adulti la frequenza di complicanze,ricoveri e decessi è notevolmente superiore rispetto ai bambini. Tra le complicanze più gravi della varicella si possono registrare: Polmoniti, Encefaliti,Meningiti,lesioni della pelle seguite da superinfezioni batteriche, complicanze oculari. La varicella è attualmente la malattia infettiva più diffusa tra la popolazione pediatrica. Per la sua elevata contagiosità, ogni individuo che non ha mai contratto la varicella è a rischio,a prescindere dall’età.  La varicella può essere prevenuta tramite la vaccinazione.

La parotite è una malattia contagiosa che si trasmette con le goccioline di saliva emesse con la tosse ,con gli starnuti o parlando a distanza ravvicinata. Dopo un periodo medio di incubazione di 16-18 giorni, si manifesta con febbre, mal di testa, dolori muscolari,perdita di appetito e determina di solito gonfiore di una o più ghiandole salivari, poste davanti e sotto le orecchie (parotidi) e anche di quelle sotto la lingua  o sotto la mandibola. La parotite guarisce in circa una settimana, ma può complicarsi provocando meningite circa nel 10% dei casi, infiammazione del pancreas nel 4% dei casi,sordità permanente in 1 caso ogni 20.000 ammalati. L’infezione acquisita dopo la pubertà può causare infiammazione dei testicoli nel 30% dei casi o delle ovaie nel 5% dei casi. Purtroppo non esiste una terapia specifica contro la parotite, ma può essere prevenuta con una vaccinazione sicura ed efficace, offerta gratuitamente. Il vaccino e ben tollerato e ha pochissime controindicazioni; si possono verificare dei lievi effetti collaterali di breve durata, come dolore,rossore e gonfiore sul punto di iniezione,oppure febbre lieve o moderata, comparsa di macchie o chiazze rossastre sulla cute,ingrossamento dei linfonodi e gonfiore delle articolazioni. Gli effetti collaterali si manifestano in genere dopo 7-14 giorni dalla vaccinazione. Vi è assoluta certezza scientifica che un bambino vaccinato è molto più al sicuro di un bambino non vaccinato.

La Pertosse, infine, provoca lesioni alle mucose dei bronchi e ei bronchioli, con conseguente broncospasmo. E’ frequente tra inverno e primavera e colpisce soprattutto i bambini in età scolare. Il contagio avviene per contato diretto con la saliva o il muco espulsi con la tosse dal soggetto infetto. I sintomi compaiono dopo 6/20 giorni dal contagio e l’infezione si può trasmettere da prima dell’inizio degli accessi di tosse fino a 3 o 4 settimane dopo. La malattia comporta una infezione delle alte vie respiratorie, caratterizzata da tosse, prima solo notturna poi più intensa e anche di giorno, starnuti e secrezioni nasali, e da febbre minima o addirittura assente. Dopo circa una settimana, compaiono i tipici accessi convulsivi, spesso accompagnati da vomito e cianosi, che si protraggono per altre 2 o 4 settimane. Nei lattanti la malattia è particolarmente grave perché gli accessi di tosse possono provocare crisi di apnea, cianosi e difficoltà di alimentazione.

 

HIV

Il virus dell'immunodeficienza umana è il virus responsabile della sindrome da immunodeficienza acquisita. È un retrovirus del genere lentivirus. In base alle conoscenze attuali, HIV è suddiviso in due ceppi: HIV-1 e HIV-2. Il primo dei due è prevalentemente localizzato in Europa, America e Africa centrale. HIV-2, invece, si trova per lo più in Africa occidentale e Asia e determina una sindrome clinicamente più moderata rispetto al ceppo precedente. L'HIV si trasmette in molti modi, ad esempio tramite i rapporti sessuali (compreso il sesso orale e sesso anale), trasfusioni di sangue contaminato e aghi ipodermici e tramite trasmissione verticale tra madre e bambino durante la gravidanza, il parto e l'allattamento al seno. L'HIV è stato trovato nella saliva, lacrime e urina di individui infetti, ma vista la bassa concentrazione del virus in questi liquidi biologici, il rischio di trasmissione è considerato trascurabile. Lo stesso vale per tosse, sudore, muco e feci. Si noti che il virus non si trasmette tramite vestiti, asciugamani, lenzuola, né tramite bicchieri, piatti o posate.I primi sintomi dell'AIDS sono simili a quelli che si sviluppano in soggetti con un normale sistema immunitario. La maggior parte sono infezioni causate da batteri, virus, funghi, parassiti e altri organismi. Negli individui affetti da AIDS sono comuni le infezioni opportunistiche, e aumenta il rischio di sviluppare varie forme di tumore come il Sarcoma di Kaposi, tumori del cervello e linfomi. Sintomi comuni sono febbre, sudorazione specie notturna, ingrossamento ghiandolare, tremore, debolezza e perdita di peso. Senza il supporto terapeutico la morte sopravviene entro un anno. La maggior parte dei pazienti muore per infezioni opportunistiche dovute al progressivo indebolimento del sistema immunitario.

 

TBC (tubercolosi)

La tubercolosi è una malattia contagiosa che si trasmette per via aerea mediante un batterio, il Mycobacterium tuberculosis. Il contagio può avvenire per trasmissione da un individuo malato, tramite saliva, starnuto o colpo di tosse. Per trasmettere l’infezione bastano pochissimi bacilli anche se non necessariamente tutte le persone contagiate dai batteri della Tb si ammalano subito.

Sintomi e test per la Tb
I sintomi della Tb sono tosse, perdita di peso, dolore toracico, febbre e sudorazioni. Nel tempo, la tosse può essere accompagnata da presenza di sangue nell’espettorato. Il test più utilizzato per evidenziare l’infezione tubercolare è quello di Mantoux, che si esegue inoculando nella cute del braccio una sostanza, la tubercolina. Una risposta positiva comporta la necessità di eseguire una radiografia toracica per verificare la presenza della malattia a livello polmonare.

 

DIFTERITE

La difterite è causata dal Corynebacterium diphteriae, un batterio che libera una tossina pericolosa pre il cuore,reni e nervi periferici. L’infezione inizia dalla gola e il contagio avviene attraverso goccioline di saliva. I sintomi sono: mal di gola, febbre, malessere, paralisi dei muscoli oculari, della deglutizione e degli arti. Il periodo di incubazione va da 1 a 7 giorni e dura 1-3 settimane. La vaccinazione è innocua e dovrebbe essere richiamata ogni 10 anni anche negli adulti.

 

SCABBIA

È l’infestazione cutanea molto contagiosa dovuta a un acaro, il Sarcoptes scabiei la cui femmina è capace di insediarsi nella cute trivellandola. I sintomi sono: i punti colpiti sono gli spazi tra le dita, l’interno del polso, le palme delle mani, le piante dei piedi e il pene. La scabbia in genere guarisce spontaneamente in alcuni mesi, ma vi sono casi cronici. L’acaro femmina, che misura 0,4 mm di lunghezza, scava una specie di galleria nello strato superficiale dell’epidermide e vi vive dai 30 ai 60 giorni depositando ogni giorno 2-3 uova.                                                                                                                                                         La scabbia norvegese è la forma più grave, e si mostra nei soggetti con deficit immunologici. In questi casi si manifestano anche alopecia, eosinofilia, e interessamento delle unghie.

 

 

COLERA

È un’infezione acuta sostenuta dal bacillo vibrio cholerae, che colonizza l’intestino tenue. I sintomi sono: diarrea acquosa molto abbondante senza dolore addominale, vomito senza nausea, grave calo di peso e crampi muscolari dovuti alla perdita di acqua e di Sali con la diarrea. La durata è di 2-7 giorni con periodo di incubazione da 6 a 48 ore. È consigliato : riposo assoluto, somministrazione di abbondanti liquidi zuccherati e salati ; nelle zone epidemiche il colera viene curato con soluzioni glucosaline somministrate per bocca.

MONONUCLEOSI

La mononucleosi infettiva (detta anche semplicemente mononucleosi o malattia del bacio, per la sua trasmissibilità attraverso la saliva) è una malattiainfettivavirale molto contagiosa. Il periodo di incubazione è di 30-50 giorni. I sintomi sono: mal di testa, malessere e stanchezza che durano 3-4 giorni precedono i tre sintomi principali, ovvero, febbre elevata che dura 7-10 giorni, faringite e tonsillite con forte mal di gola, linfadenopatia cervicale cospicua, che può estendersi alle ascelle e all’inguine. In circa metà dei pazienti c’è cospicua splenomegalia, cioè ingrossamento della milza; oltre alla milza anche il fegato nel10% dei casi può ingrandirsi con conseguente infezione (90% dei casi).                                      La causa è un herpes-virus, detto “virus di Epstein-Barr” che colpisce il tessuto linfatico; il virus rimane a lungo nella saliva dei convalescenti, che possono così diffondere la malattia attraverso il bacio.  Il trattamento è solo sintomatico: cioè serve soltanto ad attutire i sintomi, e consiste in riposo a letto, liquidi abbondanti, antipiretici.

ONCOCERCOSI

L'oncocercosi (detta anche cecità fluviale o oncocerchiasi) è una malattia infettiva causata dall’infestazione da parte di un nematodefilariforme: Onchocerca volvulus. Il parassita Onchocerca volvulus viene trasmesso attraverso la puntura di un Simuliidae (un piccolo moscerinoematofago) appartenente al genere Simulium le cui larve sono in grado di svilupparsi solamente in acqua corrente e ciò spiega perché la malattia è diffusa lungo le aree fluviali. Durante il pasto di sangue il vettore rilascia nel circolo ematico le larve infestanti del parassita. Esse migrano nel tessuto sottocutaneo e maturano (in 1-3 mesi) in vermi adulti, lunghi da 3 a 70 cm, incistandosi e formando dei noduli fibrosi. I vermi possono formare nuovi noduli oppure possono inserirsi in noduli già presenti. Sintomi : prurito, ma la manifestazione più comune è una congiuntivite con presenza di fotofobia. Al momento la prevenzione dell’oncocercosi, in assenza di farmaci utilizzabili per la profilassi, consiste nella lotta al vettore, tramite l’utilizzo d’insetticidi, e delle sue larve. A ciò si aggiunge il trattamento con ivermectina delle comunità risiedenti in aree ad alto rischio sia per diminuire la morbidità della malattia sia per bloccare il ciclo vitale dei parassiti

EMERGENZA IMMIGRATI

Profilo sanitario dell’immigrato:

Patologie da degrado sociale:

1.Infezioni acute e croniche delle alte e basse vie respiratorie                                                     2.Patologie da cattiva alimentazione (duodeniti, ulcere gastroduodenali, colon irritabile)         3.Traumi osteoarticolari(ma anche pat. degenerative e reumatiche)                                       4.Patologie genito–urinarie e MST                                                                                                  5.Farmaco –dipendenze

Patologie da povertà:

1.Patologie dermatologiche (scabbia, pediculosi, micosi)                                                                                   2.TBC

Patologie da importazione:

1.Malaria e parassitosi intestinali

 

Patologie ereditarie:

1.Talassemia, drepanocitosi

Molti operatori socio-sanitari di fronte al paziente straniero si lasciano affascinare dall’esotico e vanno alla ricerca di patologie strane, tropicali, mai viste prima; questo tipo di comportamento è noto come sindrome di salgari.

 

DRACUNCULOSI

E' una malattia causata da un verme detto Dracunculus Medinensis. Esso è presente nelle acque, ove è ospitato nel corpo di un piccolo crostaceo del genere Cyclops. La malattia è diffusa in Africa. L’uomo si infesta bevendo l’acqua contenente i crostacei (Cyclops) infestati a loro volta dalle larve del verme. Una volta ingerite con il crostaceo, le larve del verme attraversano la parete intestinale e si dirigono verso gli spazi retroperitoneali ove si trasformano nella forma adulta. Il verme adulto migra dopo alcuni mesi verso i tessuti sottocutanei e la pelle. Quivi produce una vescicola che, al contatto con l'acqua, si rompe e la femmina del verme, la quale raggiunge una lunghezza fino a 1 metro, libera le nuove larve all'esterno.L’infestazione si manifesta dopo un periodo di incubazione di 8-14 mesi, spesso senza sintomi particolari. A volte invece la formazione della vescicola è preceduta da febbre, prurito, nausea, orticaria ed eosinofilia. L'ulcera che si forma alla rottura della vescicola provoca bruciore e dolore e a volte si infetta, per l'azione di altri germi, con possibile formazione di flemmoni ed ascessi. Diagnosi: a volte è possibile vedere la testa del verme adulto alla base dell'ulcera. E' anche possibile individuare le larve che vengono emesse all'esterno.La terapia si basa sull’estrazione del verme. Le infezioni secondarie vanno trattate con antibiotici. I trattamenti attuali non impediscono la diffusione del verme nell'organismo. La prevenzione prevede la lotta contro i serbatoi naturali dei piccoli crostacei del genere Cyclops, nel trattamento dei casi diagnosticati, nella potabilizzazione dell’ acqua, nell'evitare di fare i bagni nelle acque interne dei paesi a rischio e nell' uso di stivali. E' anche importante cuocere bene i crostacei destinati all'alimentazione, se provengono da zone endemiche. Non esiste un vaccino.

 

 

 

HERPES

 

Con herpes o erpete si intende generalmente una categoria di infezioni scatenata dalla presenza di diversi tipi di virus, Herpesviridae, che si manifesta con la presenza di vescicolecutanee, localizzate a seconda del virus scatenante.

L'herpes labiale è un'infezione causata da un virus, chiamato Herpes simplex, che compare generalmente sulle labbra.Inizialmente, l'herpes labiale si manifesta con un leggero pizzicore e un senso di calore su un punto arrossato del labbro. Nel giro di poche ore, alcune vescicole ripiene di liquido limpido, spesso dolorose, cominciano a svilupparsi nella stessa zona del punto iniziale.Una volta terminato il processo infiammatorio, le vescicole provocate dall'herpes labiale si asciugano e formano una piccola crosta giallastra che scompare nel giro di 7-10 giorni, anche senza alcun trattamento.La comparsa dell'herpes labiale può coincidere con uno stato di malessere, uno stato di abbassamento delle difese immunitarie dovuto a cause di vario genere, dopo l'inizio delle mestruazioni, una intensa esposizione alla luce del sole in orari in cui l'incidenza della stessa è di intensità maggiore. L'infezione provocata dall'herpes labiale ricompare con facilità poiché il virus sopravvive all'interno delle cellule e non viene eliminato neppure con l'impiego di farmaci efficaci poiché si annida all'interno del ganglio di Gasser, che è il punto di triforcazione del nervo trigemino e resta in stato latente fino a quando le difese immunitarie hanno un calo.Meno frequentemente, le vescicole possono formarsi sulle guance o sul palato. Il pericolo maggiore è la diffusione dell'herpes all'interno della bocca.

L'herpes oftalmico è un'altra forma di herpes simplex. Si forma sopra le palpebre. Può essere causato anche dall'Herpes zoster. Si tratta di una forma pericolosa che si può diffondere agli occhi.

L’herpes genitalis è un herpes che compare sul pene o nella vagina. In genere è fastidioso perché le due zone colpite sono molto sensibili. Se si presenta non vi è cura; passa da solo nel giro di un mese. Il virus rimane presente nel corpo per tutta la vita, e anche senza soffrire di sintomi si può propagare la malattia ad altre persone. Un vaccino è allo studio ma per il momento non è ancora stata dimostrata la sua efficacia.

L'Herpes zoster, comunemente chiamato Fuoco di Sant'Antonio, è una patologia a carico della cute e delle terminazioni nervose, causata dal virus della varicella infantile.

Per herpes gestationis si intende una malattia che colpisce le donne in gravidanza. È caratterizzata dalla manifestazione di papule ("bolle") e vescicole (bolle ripiene di liquido) localizzate sulla pancia e che procurano forte prurito. Si tratta praticamente degli stessi sintomi delle varie forme di herpes (da cui il nome), ma l'origine non deriva da un virus, bensì da una condizione di autoimmunità dell'organismo (ovvero una condizione in cui l'organismo reagisce contro se stesso e non solo contro gli agenti esterni).

 

SIFILIDE

La sifilide, conosciuta anche come lue e con numerosi altri nomi, è una malattia infettiva a prevalente trasmissione sessuale. La sifilide si trasmette principalmente per contatto sessuale o durante la gravidanza dalla madre al feto. È quindi trasmissibile attraverso contatti orali e attraverso rapporti sessuali vaginali e anali. Oltre che per via sessuale, l'infezione può essere trasmessa attraverso la trasfusione di sangue o emoderivati. La sifilide si può presentare in una delle quattro diverse fasi: primaria, secondaria, latente e terziaria. Inoltre può presentarsi anche come malattia congenita. Fino al 2012, non esiste un vaccino efficace per la prevenzione dalla malattia. L'astinenza da contatto fisico intimo con una persona infetta è efficace nel ridurre la trasmissione della sifilide, così come l'uso corretto del preservativo in lattice. L'uso del preservativo, tuttavia, non elimina completamente il rischio. Durante la gravidanza è possibile prevenire la sifilide congenita nei neonati, grazie allo screening precoce e al trattamento di coloro che sono infetti.

 

MALARIA

La malaria (detta anche paludismo) è una parassitosi, ovvero una malattia causata da parassiti. Oltre alla modalità classica di trasmissione esistono anche altre possibilità di contrarre tale malattia:

  • Somministrazione del sangue infetto, tipico il caso di trasfusioni del sangue, per incidenti o per malattie ma anche per lo scambio di siringhe infette comune per i tossicodipendenti, infatti tale metodologia di diffusione compare spesso nei paesi africani dove malaria e AIDS vengono entrambe manifestate nell'individuo. Ultimamente si sta studiando un metodo per poter prevenire questa propagazione.
  • Trasmissione transplacentare, tipico in caso di gravidanza dove la madre trasmette il plasmodio al figlio;
  • La cosiddetta "malaria da aeroporto" dove zanzare infette che provengono dai paesi epidemici possono infettare persone che provengono da altri paesi non soggetti normalmente all'epidemia.

Il decorso classico dei sintomi nella malaria è un ciclo che prevede oscillazioni termiche e quindi brividi improvvisi (1-2 ore) che avvengono quando la temperatura corporea sale, seguito dall'irrigidimento e dalla febbre, anche se la persona non avverte la sensazione di calore e anzi prova benessere anche se la febbre può arrivare a superare i 40 gradi (2-7 ore). L'ultima fase è una sudorazione eccessiva (2-3 ore), quando la temperatura scende.    Il tempo di incubazione va dai 9 ai 16 giorni.  Complicanze: malaria cerebrale, anemia, insufficienza renale, iperparassitemia, ipoglicemia, edema polmonare, ipertermia.

 

CARBONCHIO


Il carbonchio  o Antrace è una malattia infettiva acuta causata dal batterio Bacillus anthracis, un germe produttore di spore che possono sopravvivere a lungo nell’ambiente. Si tratta di una malattia che colpisce soprattutto gli animali erbivori, ma può interessare anche l’uomo. Di solito gli uomini acquisiscono la malattia per contatto con animali infetti, soprattutto durante la lavorazione di derivati animali quali pelo, pelle, lana e ossa; per questo il carbonchio è frequente nelle zone agricole in cui la malattia è comune nel bestiame. La trasmissione diretta dell’infezione da persona a persona è estremamente rara.Nell’uomo, esistono tre forme cliniche della malattia: la forma respiratoria, la forma cutanea e la forma gastrointestinale. Il tempo di incubazione varia da poche ore a 7 giorni. La forma respiratoria si manifesta inizialmente come un comune raffreddore. Dopo alcuni giorni i sintomi possono peggiorare, fino all’insufficienza respiratoria. La forma intestinale ha come sintomi iniziali nausea, perdita di appetito, vomito e febbre, seguiti da dolore addominale, vomito con sangue e diarrea grave. La forma cutanea invece è caratterizzata inizialmente da un’ulcera della pelle, non dolente, che si verifica nel punto in cui si è venuti a contatto con il germe, e successivamente da un’infezione generalizzata, con setticemia. Gli antibiotici sono efficaci nel curare la malattia, e quelli di prima scelta sono la penicillina, la doxiciclina e i fluorochinolonici.

 

SALMONELLA

Le salmonelle nell'uomo sono causa di due patologie infettive:

L'infezione da salmonelle è trasmessa per via oro-fecale attraverso l'ingestione di cibi o bevande contaminate.Il periodo di incubazione è molto breve, infatti i sintomi della malattia possono manifestarsi anche solo dopo 12 ore dall'ingestione del batterio. I sintomi interessano il tratto gastrointestinale e sono rappresentati da:

Tale patologia ha generalmente decorso breve e termina con la guarigione, ma non è da sottovalutare in soggetti più a rischio come bambini e anziani.

EPATITE B e C

Epatite B e C Sintomi, diagnosi e cura – L’ epatite B e l’ epatite C sono malattie virali causate da due diversi tipi di virus (Hvb per l’ epatite B e Hvc per l’ epatite C), trasmissibili con il sangue oppure attraverso le secrezioni genitali (attenzione quindi ai bagni pubblici o ai bagni sporchi e ai rapporti sessuali a rischio). Il 50% delle epatiti B e il 30% delle epatiti C sono asintomatiche, quindi non sono sempre facili da diagnosticare in tempi brevi. Per entrambe le patologie la conseguenza più spiacevole è che il soggetto che le contrae diventa un portatore e, nell’ arco degli anni successivi al contagio, il portatore può riportare danni gravi al fegato come, per esempio, cirrosi epatica e tumore. I sintomi più comuni dell’ epatite sono molto generici, si tratta di febbre lenta a scomparire, perenne senso di stanchezza e dolori muscolari. A volte invece le urine sono un pò più scure. In alcuni portatori invece si manifesta l’ ittero, cioè una colorazione giallastra di occhi e pelle. L’ epatite si cura con l’ interferone, una sostanza proteica che impedisce l’ attività del virus e stimola il sistema immunitario. Si inietta attraverso semplici punture e con flebo. L’ interferone rallenta la progressione della malattia ma non garantisce la guarigione. Per l’ epatite B esiste oggi la vaccinazione.

 

LEISHMANIOSI

La leishmaniosi è una malattia sostenuta da un parassita microscopico delle cellule immunitarie chiamato Leishmania, il quale per compiere il proprio ciclo biologico ha necessità di un ospite vertebrato (uomo, cane, volpe ecc.) ed un insetto flebotomo vettore.
La leishmaniosi è trasmessa esclusivamente dalla puntura di flebotomi infetti (pappataci), non è possibile il contagio diretto dal cane all'uomo, da uomo a uomo e da cane a cane. La leishmaniosi umana il cui periodo di incubazione è di solito compreso tra i 3 e gli 8 mesi, nell'uomo è responsabile di una serie di manifestazioni patologiche che variano da una infezione asintomatica a risoluzione spontanea sino alla forma viscerale progressiva.
La malattia può manifestarsi con sintomatologia graduale o improvvisa caratterizzata da disturbi addominali, perdita dell'appetito, dimagrimento, debolezza soli o associati a ingrossamento di fegato e milza e delle ghiandole (adenomegalia), dermatite furfuracea, febbre.
La febbre è lieve ed intermittente con due o tre picchi al giorno e di solito è associata ad anemia che può causare l'insorgenza di infezioni batteriche secondarie e una tendenza emorragica.
È necessario rivolgersi tempestivamente al medico , perché la malattia non curata può portare a gravi conseguenze.
Le diverse forme di leishmaniosi sono:
-la leishmaniosi cutanea (del "Vecchio Mondo")
-la leishmaniosi tegumentaria americana
-la leishmaniosi viscerale (Kala-azar)
Le forme cutanee spesso guariscono spontaneamente in 2-3 mesi anche senza terapia, benché l'infezione possa persistere per un tempo indefinito. La maggior parte delle forme cutanee diffuse e le forme cutanee post-kala-azar possono cronicizzare o recidivare, mostrando resistenza al trattamento. Le forme mucocutanee sono croniche e progressive e possono portare a morte per sovrinfezione (polmonite) dopo interessamento della mucosa delle vie aeree, o per cachessia conseguente a malnutrizione per disfagia. La forma viscerale è progressiva e, se non trattata, porta a morte nel 75-95% dei casi, spesso per sovrinfezione batterica. Le forme trattate hanno una mortalità del 5%.

 

HPV (papilloma virus)

 Il Papilloma  virus, è un virus che circola molto comunemente tra le persone. Esistono più di   100 tipi diversi di HPV, e la maggior parte di essi provoca infezioni della cute che conosciamo come verruche e che si presentano soprattutto su mani e piedi. Queste infezioni di solito sono transitorie,non sono associate a sintomi e guariscono senza alcuna cura. Talvolta, invece, l’infezione diventa persistente e può causare lo sviluppo di alcune malattie. In particolare, i tipi di HPV 6 e 11 danno luogo nell’area genitale a forme non tumorali, come le anomalie lievi del collo dell’utero e i conditomi acuminati,che si osservano sia nell’uomo che nella donna.I virus HPV che provocano infezioni nelle aree genitali si trasmettono sessualmente sia con rapporti sessuali completi che con rapporti sessuali incompleti. La trasmissione avviene per contatto diretto tra la cute o le mucose di una persona che ha l’infezione e quelle di una persona che non ha mai incontrato quel particolare tipo di virus. È verosimile che una volta avuta l’infezione con un tipo particolare di virus l’organismo stabilisca una protezione e si ritiene poco probabile che quel virus provochi una nuova infezione nella persona. L’uso del preservativo non protegge completamente, perché il virus si trova anche in parti della pelle non coperte dal preservativo.Le persone giovani sono quelle che si infettano più facilmente con il virus,perché avendo cominciato recentemente l’attività sessuale, vengono a contatto per la prima volta con  diversi virus e, se non sono vaccinate, sono suscettibili ed essi.Nella maggior parte dei casi le infezioni determinate da questo virus sono transitorie e spariscono nel giro di alcuni mesi o, di alcuni anni senza dare alcun sintomo o segno. Può accedere che l’infezione diventi persistente e l’organismo non sia in grado di eliminare spontaneamente il virus attraverso le sue difese immunitarie. In questi casi HPV può provocare lesioni che si localizzano nell’area genitale.Nella maggior parte dei casi l’infezione da HPV non è accompagnata da alcun sintomo. Nel caso di una infezione persistente da HPV che provochi i conditomi, questi possono essere riconosciuti a occhio nudo o con l’aiuto di un sistema per ingrandire le immagini durante una visita specialistica. Raramente i conditomi possono essere localizzati sul collo dell’utero. In questo caso possono essere osservati solo durante un esame ginecologico. Le lesioni da HPV possono essere individuate precocemente con il Pap-test. Questo test dovrebbe essere effettuato ogni 3 anni da tutte le donne tra i 25 e i 64 anni di età. Non esiste una terapia specifica efficace per l’infezione da HPV. L’unica cura possibile è solo l’eliminazione delle lesioni. Le tecniche che vengono utilizzate sono diverse e comprendono: metodi chirurgici, l’uso di sostanze a temperatura molto bassa (crioterapia), il trattamento con laser ed altre. Nessuno di questi trattamenti è comunque in grado di eliminare il virus.

 

TOXOPLASMOSI

La toxoplasmosi è una malattia infettiva. Questa infezione è causata da un microscopico parassita (protozoo Toxoplasma gondii) che può vivere nelle cellule degli uomini e degli animali, soprattutto gatti e animali da allevamento.E’ possibile diagnosticare con sicurezza la toxoplasmosi attraverso prove di laboratorio che rilevano  i microscopici parassiti nel sangue, nel liquido spinale, nel liquido amniotico,nella placenta, nei linfonodi, nel midollo osseo o altri tessuti derl corpo.La toxoplasmosi si trasmette dagli animali alle persone, a volte senza causare alcun sintomo. Quando i bambini hanno dei sintomi, possono variare in base all’età del bambino ed alla risposta del sistema immunitario all’infezione.Le infezioni da toxoplasmosi nelle persone possono essere di tre tipi:

1.         toxoplasmosi congenita, in cui un bambino viene infettato prima di nascere,

2.         toxoplasmosi in soggetti sani (con gli stessi sintomi che può avere una donna incinta),

3.         toxoplasmosi in pazienti con sistema immunitario indebolito

Nonostante i parassiti siano in grado di moltiplicarsi nel giro di una settimana nell’organismo ospite, i sintomi possono manifestarsi fino a settimane o mesi dopo il contatto con il protozoo. Una volta contratta la toxoplasmosi il microrganismo responsabile stazionerà a vita nell’organismo, seppure in forma latente (inattiva) non più in grado di manifestare alcun tipo di sintomo. Solo in caso di episodi di immunodepressione l’infezione può nuovamente ricomparire. In un bambino con sistema immunitario indebolito, la toxoplasmosi congenita può essere fatale.

Per prevenire la toxoplasmosi:

§            cuoci bene la carne,

§            lava le mani con sapone e acqua dopo aver toccato cibi crudi o verdure non lavate,

§            lava tutta la frutta e le verdure prima di servirla, sbucciarla è un’ulteriore garanzia,

§            congela la carne per qualche giorno prima di cucinarla, perché aiuta a ridurre la probabilità di toxoplasmosi,

§            lava bene i taglieri, gli altri utensili e le superfici della cucina (soprattutto quelle che vengono a contatto con la carne cruda) con acqua calda saponata dopo ogni uso,

§            fai cuocere bene la carne,

§            se sei incinta fai cambiare la lettiera del tuo gatto a qualcun’altro. E chiedi a lui o lei di usare detergente o acqua calda per pulirla e lavarsi bene le mani dopo averlo fatto. Se nessun altro può cambiare la lettiera, indossa dei guanti quando lo fai e lava bene le mani subito dopo,

§            tieni il tuo gatto sempre in casa per evitare che prenda la toxoplasmosi con gli escrementi,e/o piccoli animali infetti che cerchi di prendere o mangiare,

§            tieni la sabbiera all’aperto e coperta, per evitare che gatti vagabondi la usino come lettiera,

§            non dar da mangiare al tuo gatto carne cruda,

§            tieniti alla larga dai gatti randagi,

§            non prendere un nuovo gatto se sei incinta,

§            metti i guanti quando pratichi giardinaggio e lava le mani subito dopo,

§            usa delle zanzariere per evitare che entrino in casa gli insetti (le feci dei gatti sono il covo preferito di mosche e blatte, e le zanzare potrebbero diffondere le feci, e di conseguenza la toxoplasmosi, sul cibo),

§            non bere acqua non depurata,soprattutto se stai viaggiando verso paesi sottosviluppati.

 

IL TETANO

Il tetano è causato da i bacilli di Clostridium tetani,presenti nell’ambiente, che penetrando attraverso piccole ferite,causano una malattia neurologica grave con una mortalità elevata.

Nonostante l’elevata adesione alla vaccinazione in età pediatrica, in Italia si registrano ancora un centinaio di casi di tetano all’anno,soprattutto tra adulti e anziani. È quindi necessario continuare a proteggersi per tutta la vita attraverso vaccinazioni di richiamo ogni 10 anni.

 

POLMONITE

La polmonite è la malattia dei polmoni e del sistema respiratorio in cui gli alveoli polmonari si infiammano e si riempiono di liquido, ostacolando la funzione respiratoria. La polmonite può avere molte cause diverse: normalmente è conseguenza di una infezione batterica (quindi non contagiosa), più raramente può essere provocata anche da virus, funghi o parassiti; può essere provocata anche da alcune sostanze tossiche, o da danni meccanici al polmone. I sintomi della polmonite variano, a seconda della età della persona e la causa della polmonite. Tuttavia la maggior parte delle persone che sviluppano polmonite inizialmente hanno sintomi di raffreddore poi seguito da una  febbre alta con brividi, difficoltà nella respirazione (mancanza di fiato), escreato, tosse con dolore acuto toracico che di solito peggiora con un respiro profondo. Spesso i sintomi si sommano tutti insieme, oppure si presentano in parte o più raramente isolati. Una volta identificato il microrganismo che provoca la polmonite, esistono diverse terapie specifiche. Per questo è importante farsi visitare dal medico per avere una diagnosi corretta ed intervenire con tempestività. La cura, generalmente comprende antibiotici, viene eseguita a casa e la sua efficacia è maggiore quanto prima si interviene.

 

MENINGITE

La meningite è una malattia infiammatoria delle membrane che rivestono l'encefalo, principalmente pia madre ed aracnoide, e del liquido cerebro-spinale (liquor). La causa può essere infettiva (batteri, virus, miceti, parassiti) o anche un agente chimico o fisico. Si riconosce la meningite acuta e la meningite cronica: è definita acuta se il quadro clinico si completa nell'arco di ore o giorni, mentre è cronica quella con sintomatologia che si protrae per settimane o mesi. La mortalità varia chiaramente in rapporto all'agente infettante e in generale la forma virale è più benigna, mentre quella batterica ha mortalità significativamente maggiore. crisi convulsive, segno di Brudzinski e di Lasègue). Possono poi essere presenti crisi convulsive generalizzate, deficit di nervi cranici e raramente segni di lesione piramidale.Un paziente con meningite è estremamente sofferente, iperestesico ed a volte assume a letto la posizione a "cane di fucile", in decubito laterale con ginocchia flesse e capo iperesteso. La letalità della malattia è molto elevata in soggetti molto giovani e molto anziani. Nei neonati mediamente il valore si aggira attorno al 20-30% dei casi di meningite batterica. Già durante l'adolescenza la mortalità scende drasticamente al 2% per poi crescere nuovamente al 19-37% negli adulti.

 

SEPSI

Il termine sepsi indica una malattia sistemica causata dalla contemporanea presenza di SIRS (Systemic Inflammatory Response Syndrome) e infezione, presunta o documentata. Potenzialmente qualsiasi tipo di infezione può provocare la setticemia, tuttavia tra le cause infettive più frequenti ricordiamo:

§                     Polmonite;

§                     Infezioni addominali;

§                     Infezioni renali;

§                     Infezioni del sangue (batteriemia).

La setticemia colpisce con maggior frequenza e con maggiori rischi i pazienti:

§            molto piccoli o molto anziani;

§            con sistema immunitario compromesso;

§            già molto malati, spesso già in terapia intensiva;

§            a cui sono stati impiantati dispositivi invasivi, ad esempio il catetere o il tubo endotracheale.

Per arrivare alla diagnosi di setticemia, il paziente deve presentare almeno due dei sintomi seguenti:

§                     Febbre superiore ai 38,5 °C o temperatura inferiore ai 35 °C;

§                     Battito superiore ai 90 battiti al minuto;

§                     Frequenza respiratoria maggiore di 20 respiri al minuto;

§                     Infezione (probabile o diagnosticata);

§         Man mano che la setticemia peggiora, il sangue ha sempre maggiori difficoltà a raggiungere gli organi vitali come il cervello, il cuore e i reni. La setticemia causa la formazione di trombi negli organi interni, negli arti e nelle dita, provocando insufficienze organiche di varia gravità e morte dei tessuti (cancrena).

§         La maggior parte dei pazienti guarisce dalla setticemia lieve, ma il tasso di mortalità per la setticemia grave o per lo shock settico si avvicina al 50 per cento.

TRASMISSIONE DELLE MALATTIE

Trasmissione aerea

L'agente patogeno entra nell'organismo tramite le vie respiratorie, veicolato da polvere o particelle di saliva in sospensione nell'aria. Le particelle di saliva prendono il nome di "particelle di Flügge" e vengono rilasciate dalla persona infetta tramite uno starnuto, ad esempio. Si trasmettono per via aerea, tra gli altri, i virus influenzali.

Trasmissione oro-fecale

Le malattie a trasmissione oro-fecale vengono chiamate così perché l’agente infettante entra nell’organismo attraverso la bocca e viene eliminato (dai soggetti malati o portatori) con le feci; queste malattie si diffondono comunemente nei seguenti modi:
· Per ingestione di alimenti contaminati da soggetti malati o portatori che non osservano le elementari norme di igiene personale (es. lavare accuratamente le mani dopo l’uso del bagno); queste persone inquinano con le mani l’alimento che toccano e possono, così, contagiare la persona che ingerisce quell’alimento.
· Per ingestione di prodotti della terra (verdure, ortaggi) che sono stati coltivati in terreni irrorati da acque inquinate (da feci) e che vengono consumati senza adeguato lavaggio o cottura.
· Per ingestione di frutti di mare crudi o non sottoposti ad adeguata cottura oppure pescati o coltivati in acque marine inquinate da scarichi fognari. In proposito vogliamo sottolineare che i molluschi filtratori (cozze, ostriche, vongole) hanno la proprietà di filtrare le acque e di trattenere al loro interno un gran numero di batteri.

Trasmissione verticale

Per trasmissione verticale si intende il passaggio di agenti patogeni da madre in figlio durante qualunque fase della vita intrauterina e neonatale. Tale passaggio può comportare infezioni nel feto e produrre conseguenze anche gravi sull'andamento della gravidanza.

 

PARASSITOSI

Le parassitosi sono malattie infettive causate o trasmesse da parassiti. I parassiti possono essere ospitati praticamente da tutti gli organismi viventi, vegetali e animali. Molti parassiti convivono con l'ospite senza danneggiarlo, pertanto non causano malattie.

Un po’ di termini

Vescicola:

La vescicola (dal latino vesicula, piccola tumefazione) è una minuscola raccolta di liquido chiaro al di sotto dello strato esterno dell'epidermide. Possono apparire vescicole nelle dermatiti irritative o allergiche da contatto. Spesso le fonti di irritazione sono i raggi UV o i raggi X. Altre volte le vescicole insorgono per contatto con ortiche, meduse, bruchi e altri animali o piante irritanti. Talvolta sono l'espressione di intolleranze ai farmaci. Le vescicole rappresentano una protezione dei tessuti cutanei danneggiati e quindi non devono essere perforate: ciò rallenta la guarigione e aumenta il rischio di infezione. È necessario inoltre consultare il medico se recidivano o si manifestano in elevato numero.

Pustola:

La pustola è una lesione circoscritta della pelle a carattere transitorio. Si tratta di una cavità superficiale contenente una piccola raccolta di pus ed evidente all'osservatore come rilievo della pelle. Esempi molto comuni di pustole sono i brufoli e l'acne. Si possono distinguere : pustole purulente (contaminate da batteri) e pustole sterili. I comedoni (punti neri) sono spesso lo stadio iniziale del processo che porta alla formazione delle pustole.

 

Bolla:

La bolla è un rigonfiamento dovuto a una raccolta di liquido limpido al di sotto dello strato esterno dell'epidermide, e può essere di varie dimensioni, a seconda della causa scatenante. È comunque più grande di una vescicola. Tra le cause della bolla più comuni si menzionano:

 

Squama:

aggregazione di lamelle cornee che si distaccano dalla superficie cutanea in maniera visibile. La squama può rappresentare un elemento iniziale delle dermatosi (psoriasi) o manifestarsi nella loro fase terminale (eczema da contatto).

Infezione nosocomiale:

Comprende infezioni insorte nel corso di un ricovero ospedaliero, non manifeste clinicamente, né in incubazione al momento dell’ingresso e che si rendono evidenti dopo 48 ore o più dal ricovero, e le infezioni successive alla dimissione, ma causalmente riferibili, per tempo di

incubazione, agente eziologico e modalità di trasmissione al ricovero stesso.

 

Malattia:

Si definisce malattia un'alterazione dello stato fisiologico e psicologico dell'organismo, capace di ridurre, modificare negativamente o persino eliminare le funzionalità normali del corpo.

Infezione:

Con il termine infezione si intende una reazione patologica dell'organismo alla penetrazione e alla moltiplicazione di microrganismi (virus, batteri, miceti, protozoi, metazoi). L'infezione è correlata a una malattia infettiva.

Virus:

I virus sono entità biologiche con caratteristiche di parassita obbligato, la cui natura di organismo vivente o struttura subcellulare è discussa, così come la trattazione tassonomica.

Trofismo:

Termine generico impiegato per indicare le condizioni di nutrizione di un tessuto, di un organo, o dell’intero organismo.

 
 


 
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17/02/2012
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11/10/2011
 





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