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Melanoma
È il peggiore ed il più insidioso dei tumori cutanei.
Si riscontra più raramente sull'occhio e sulle mucose del cavo orale e del retto. Trae origine dai melanociti che producono melanina, unico pigmento che si trova nell'uomo.
Molti melanomi derivano dai nei cutanei; il 10-20% insorgono su cute senza nei. I nei, che sono aggregati di melanociti, possono essere presenti sin dalla nascita, oppure manifestarsi successivamente; si riscontrano in tutti gli uomini e le donne, tranne che negli albini e possono essere di tre varietà principali:
- NEO GIUNZIONALE:
piatto, ben circoscritto e di varia grandezza, è quello che più spesso si trasforma in melanoma.

- NEO COMPOSTO:
è frequente nei giovani e nei giovanissimi, ha piccole dimensioni e superficie spesso elevata e finemente nodulare; può trasformarsi in melanoma.

- NEO INTRADERMICO:
è piccolo ed ha margini regolari e superficie liscia o finemente papillare, con qualche pelo.
Eccezionalmente dà origine al melanoma.

CONSIDERAZIONI GENERALI

Nei soggetti a pelle chiara il numero dei casi di melanoma aumenta in maniera significativa ogni anno.
Dal 1950 ad oggi l'incidenza del melanoma, nella maggior parte del mondo, è nel tempo raddoppiata per ogni decade trascorsa.
In Francia vengono diagnosticati circa 6.000 nuovi casi ogni anno.
In Italia circa 5.000. Nella provincia di Treviso si ammalano 20 nuovi casi ogni 100.000 persone/anno.
Gli studi epidemiologici concludono che se i tassi di incidenza annuali si manterranno sui valori attuali, un americano su 85 svilupperà un melanoma durante la sua vita.
Tale dato aumenterà certamente con il passare del tempo, divenendo un problema di estrema gravità, per la rapida diminuzione dello strato di ozono che da alcuni decenni riduce sempre più la protezione verso i raggi ultravioletti.
Il melanoma, con la sua duplice possibilità evolutiva, superficiale e verticale, acquista con quest'ultima, relativamente alla invasione del derma profondo, sempre maggiore capacità di riproduzione a distanza, che ne caratterizza il maggiore grado di malignità biologica e che prevede una prognosi particolarmente infausta.
Il melanoma rispetto al cancro cutaneo è circa 50 volte meno frequente ma molto più grave.
Secondo alcuni autori il melanoma è una delle neoplasie maligne più frequenti del giovane adulto.
Pur rappresentando il 2% delle neoplasie maligne cutanee, è responsabile di circa l'80% dei decessi che si verificano a causa di lesioni maligne della cute.
Se la scoperta della malattia al suo esordio ed il trattamento precoce e radicale garantiscono un alto indice di sopravvivenza, la prognosi diviene molto severa nei casi più avanzati (metastatizzati).

COME SI RICONOSCE
Il melanoma può insorgere su tutto l'ambito cutaneo, anche se predilige il tronco nell'uomo e le gambe nella donna.

SEGNI CLINICI DIAGNOSTICI:
- Cambiamento di un neo preesistente

- Ingrandimento irregolare in superficie ed in profondità

- Alterazione dei margini che diventano irregolari

- Colore cangiante, policromo (con sfumature verso il rosso - scuro)

- Ipocromia periferica o centrale

- Comparsa di squame e di piccoli rilievi

- Prurito, bruciore

- Secrezione

- Facile sanguinamento

Queste caratteristiche devono consigliare un rapido consulto con uno specialista che indicherà il trattamento da praticare: un largo prelievo, in anestesia locale, della cute circoscrivente la lesione pigmentata, che permetterà di analizzarla al microscopio e pertanto giungere alla diagnosi di certezza.

VARIETÀ CLINICHE

Il melanoma può presentarsi sotto diversi aspetti:
- MELANOMA A DIFFUSIONE SUPERFICIALE:
Il colorito può essere variegato o presentare variazioni di intensità nel suo ambito con evidenza di aree depresse per fenomeni di autoregressione. È il tipo più frequente, rappresentando circa il 70% di tutti i melanomi.

- LENTIGO MALIGNA:
Frequente sulla cute delle parti scoperte, specie del viso.

- MELANOMA NODULARE:
È il più maligno: si presenta specialmente al capo, al collo ed al dorso; colpisce più gli uomini delle donne, ha aspetto carnoso e colorito variabile dal rosso-bruno al nerastro.

- MELANOMA "ACRAL LENTIGINOSO":
Colpisce la pianta dei piedi, il palmo delle mani ed il letto sub-ungueale.

- MELANOMA MUCO-CUTANEO:
Colpisce la mucosa orale, rettale, la vulva, il pene.

- MELANOMA APIGMENTATO:
È una lesione cutanea maligna priva di pigmento, molto rara, che microscopicamente è identica al melanoma pigmentato. Può insorgere su tutto l'ambito cutaneo senza marcate predilezioni per questo o per quel sito.
Clinicamente si presenta come una formazione simil-papillomatosa, di varie dimensioni, priva di pigmento, di colorito chiaro, a volte rosato, spesso sopraellevata dal piano cutaneo, frequentemente ondulata in superficie, a bordi nella maggioranza dei casi non frastagliati, pruriginosa.
La diagnosi differenziale fra melanoma apigmentato e papilloma semplice, fibroso o verrucoide, è generalmente molto difficile se non impossibile clinicamente.
Viene scoperto dall'anatomo-patologo al quale il chirurgo ha inviato una biopsia escissionale effettuata sui linfonodi tumefatti, prelevati dalla stazione linfonodale tributaria, che ne rileva la natura.
In questi casi l'elevata malignità è dovuta al ritardo con cui viene riconosciuta la malattia, quando cioè i linfonodi tumefatti, in assenza di tumore primitivo evidente, consigliano l'esecuzione di un accertamento istologico o citologico che permette di riconoscere la malattia quando, in genere, è già molto avanzata.

GRADO DI MALIGNITÀ

Viene valutato con due parametri diversi:
Il livello di invasione secondo Clark: che suddivide la cute in 5 livelli, dal I° al V°; la malignità è tanto maggiore quanto più alto è il livello.
Lo spessore secondo Breslow: che distingue 4 spessori misurati con un oculare micrometrico; quanto più alto è lo spessore in mm. tanto più maligno è il melanoma.

TERAPIA

- Il trattamento del melanoma è essenzialmente chirurgico.

- Ogni neo sospetto deve essere asportato ed esaminato al microscopio.

- Il melanoma operato guarisce tanto più facilmente quanto più
precocemente è stata posta la diagnosi.

- L'exeresi chirurgica del melanoma sarà effettuata in funzione del suo spessore, che prevede l'asportazione della lesione e dei tessuti sottostanti con un largo margine di sicurezza, che sarà tanto più vasto quanto più spesso ed esteso sarà ol melanoma.

- Quando sarà necessario si provvederà all'asportazione dei linfonodi metastatizzati tributari alla regione sede del Tumore, evidenziati anche con indagini particolari.

- In tutti i casi dovrà essere stabilita una sorveglianza sistemica onde verificare sia il rischio di sviluppo di un secondo melanoma sia la comparsa di metastasi, che necessitano di un rapido trattamento.

- A tal proposito è bene considerare che l'analisi della sopravvivenza ha dimostrato cha la mortalità è strettamente correlata alla estensione della malattia; i pazienti affetti da melanoma confinato alla sede di origine hanno probabilità di guarigione di gran lunga più elevata rispetto a quelli nei quali la malattia è già diffusa ai linfonodi regionali.

- I pazienti con lesioni sottili hanno un tasso di sopravvivenza intorno al 98%; nei melanomi più avanzati la sopravvivenza si aggira intorno al 10%.

- Va aggiunto che il melanoma è un tumore radioresistente e chemioresistente, per cui le speranze di guarigione sono affidate pressochè esclusivamente alla terapia chirurgica.

- Attualmente si stanno sperimentando, con qualche successo, alcuni farmaci.

- Nei melanomi avanzati degli arti si può praticare, alcune volte vantaggiosamente, la perfusione ipertermico - antiblastica (infusione di liquidi riscaldati a 41°, con chemioterapici).
 
 


 
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11/10/2011
 




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