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CUTE E RAGGI SOLARI
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Dr. Giovanni Stellato
Dirigente Medico
Unità Operativa Complessa Ginecologia
Istituto Nazionale Tumori
Fondazione Senatore G. Pascale, Napoli






La cute, o pelle, è distinta in:

1- Epidermide. Rappresenta lo strato più superficiale, costituito da cheratinociti. Queste sono cellule che si sviluppano dallo strato basale, più profondo, verso lo strato corneo, superficiale, secondo un processo di maturazione detto: “cheratinizzazione”. Nello strato basale si trovano anche i melanociti, cellule di difesa della struttura cutanea. Queste producono la melanina, un pigmento contenuto in strutture specifiche chiamate melanosomi. Viene ceduto ai cheratinociti, che lo utilizzano per difendere il proprio nucleo dai raggi ultravioletti. Nella razza nera i melanomi sono disposti singolarmente e sono di dimensioni maggiori rispetto a quanto si osserva nella razza bianca.

2- Derma. Componente intermedia.

3- Ipoderma. Componente profonda. Nel derma e nell’ipoderma si osservano nervi, vasi, annessi cutanei (peli e ghiandole), collagene, fibre elastiche e grasso.

I raggi solari sono composti da: luce visibile (40%), raggi infrarossi (50%) e raggi ultravioletti (RUV)(10%). Questi ultimi, invisibili, sono distinguibili in base alla lunghezza d’onda, misurata in manometri (nm), in:

1-UV-A: 320-400 nm. Sono più penetranti, raggiungendo il derma medio-profondo, e caratterizzati da scarsa energia. Sono responsabili dell’abbronzatura immediata, a causa della loro interazione con la melanina presente nell’epidermide, e dell’invecchiamento cutaneo precoce.

2-UV-B: 280-320 nm. Sono poco penetranti, raggiungendo l’epidermide, ma contengono più energia rispetto agli UV-A. Sono responsabili dell’abbronzatura ritardata grazie alla stimolazione della proliferazione di nuovi melanociti. Determinano ispessimento della cute, e, dopo frequenti esposizioni, effetto mutageno, primo passo verso la trasformazione neoplastica maligna.

3-UV-C. 100-280 nm. Sono molto pericolosi ma, trattenuti dall’ozono atmosferico, non raggiungono la superficie terrestre.


La pelle, sottoposta a RUV, mostra:

1- Pigmentazione immediata. Compare rapidamente e si esaurisce nell’arco di alcune ore, derivando dall’assorbimento degli UV, in particolare gli A, da parte della melanina presenta nell’epidermide.

2- Pigmentazione tardiva. Inizia circa due giorni dopo l’esposizione agli UV, in particolare i B, raggiunge la massima intensità dopo circa due settimane, è legata all’aumento del numero dei melanociti e a un’aumentata sintesi di melanina.

In base alle caratteristiche individuali e alla reazione all’esposizione ai raggi UV si distinguono 6 fototipi:

Fototipo 1:

-capelli biondi o rossi
-occhi azzurri o verdi
-carnagione chiara
-presenza di efelidi e lentiggini
-facile scottatura
-difficilissima abbronzatura

Fototipo 2:

-capelli biondi o castano chiari
-occhi azzurri o verdi
-carnagione chiara
-presenza di lentiggini
-facile scottatura
-difficilissima abbronzatura.

Fototipo 3:

-capelli castani
-occhi chiari o marroni
-carnagione moderatamente scura
-possibile scottatura
-difficile abbronzatura

Fototipo 4:

-capelli castano scuro
-occhi scuri
-carnagione olivastra
-rara scottatura
-facile abbronzatura

Fototipo 5:

-capelli neri
-occhi scuri
-carnagione olivastra
-difficilissima scottatura
-intensa abbronzatura

Fototipo 6:

-capelli neri
-occhi neri
-carnagione nera
-impossibile scottatura
-soggetto di razza nera.

La scottatura è rappresentata dall’arrossamento della cute, legato a infiammazione dopo esposizione a UV, in particolare B. Il colore è dovuto all’aumentato flusso di sangue e dilatazione nei vasi sanguigni del derma superficiale, associato a edema e bruciore. L’eritema si manifesta rapidamente, ma anche entro un giorno nei casi meno intensi. I fototipi 1 e 2 si scottano facilmente e si abbronzano difficilmente perché presentano una melanina, feomelanina, che protegge in misura minore rispetto all’eumelanina, tipica dei fototipi 5 e 6.

Se l’esposizione ai RUV è eccessiva la cute appare ispessita, giallastra, ruvida, con macchie, capillari dilatati, rughe, fragile e sensibile, rappresentando l’invecchiamento cutaneo precoce.

I RUV, in particolare i B, favoriscono l’insorgenza di tumori cutanei: I carcinomi, più frequenti e meno aggressivi, sono legati a una esposizione protratta e ripetuta nel tempo. I melanomi, meno frequenti ma più aggressivi, sono legati a una esposizione intermittente e intensa, in particolare a scottature nell’infanzia e nell’adolescenza.


Fattori di rischio per l’insorgenza di tumori cutanei sono:
-fototipo 1 e 2
-molti nevi melanocitici e lentiggini
-nevi congeniti di grandi dimensioni
-nevi melanocitici atipici
-familiarità per melanoma
-pregresso melanoma cutaneo.

Infine, i RUV sono responsabili di patologie oculari a livello della congiuntiva e della cornea. Si manifestano da 2 a 24 ore dopo l’esposizione, in particolare tra le 6 e le 12 ore. Inoltre può presentarsi un imbrunimento del cristallino e la comparsa di cataratta.

In conclusione, l’esposizione al sole o agli UV artificiali devono essere effettuate con prudenza e moderazione. La bellezza non è (necessariamente) legata all’abbronzatura.

 
 


 
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11/10/2011
 




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